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LEGGE 112/2016 “DOPO DI NOI” ANALISI DELLE PROSPETTIVE DI ATTIVAZIONE DELLA LEGGE

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Dopo di Noi. Analisi delle prospettive di attivazione della Legge”: questo il titolo del convegno in programma venerdì 19 maggio, dalle ore 14.30 presso il Centro Congressi Ma.Mu. a Mantova (largo Pradella 1). Organizzato da Anffas Mantova insieme al consorzio Sol.Co. Mantova, in collaborazione con CSM e diverse associazioni e cooperative sociali del territorio impegnate nel settore disabilità, l’incontro è dedicato ad analizzare insieme le prospettive di attivazione della legge sul Dopo di Noi da parte delle famiglie e degli operatori per un innovativo progetto di vita.

La Legge sul Dopo di Noi da poco approvata apre una nuova prospettiva esistenziale per le persone con disabilità e per i loro familiari. Promuove una concreta opportunità di vita a casa e soprattutto aumenta la possibilità di scelta tra risposte e proposte di vita differenti in relazione a dove vivere e con chi vivere.

La nuova norma sostiene concretamente e facilita l’attuazione al diritto alla vita indipendente sancito dalla

Convezione ONU sui Diritti delle persone con disabilità e fornisce importanti strumenti per sostenere i genitori e i familiari insieme ai figli a progettare la possibilità di “mettere su casa”.

UN APPROFONDIMENTO SULLA LEGGE “112/2016” - “DOPO DI NOI”

Ad oggi l'infrastruttura necessaria per avviare la legge è a buon punto, due terzi delle Regioni hanno già ricevuto i fondi e le altre li avranno per fine mese: nel giro di poche settimane potranno partire i bandi. Alcune date utili: la legge 112 è stata approvata il 14 giugno 2016. In Gazzetta Ufficiale è arrivata il 24 giugno 2016 ed è in vigore dal giorno successivo. Il 10 novembre 2016 Stato e Regioni hanno approvato il riparto dei fondi (90 milioni per il 2016). Il decreto attuativo è stato firmato il 23 novembre 2016 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 febbraio 2017. Entro il 28 febbraio le regioni dovevano presentare i piani regionali di attuazione della legge: l’hanno fatto. Il 20 aprile il Ministero ha esaminato tutti i piani regionali e versato i fondi alle Regioni che hanno avuto il piano approvato (due terzi sul totale delle regioni italiane).

Due terzi delle Regioni hanno già ottenuto i fondi (fonte Vita.it del 15/05/2017)

«Ad oggi circa due terzi delle Regioni hanno ottenuto i fondi previsti dalla legge, si confida di poter procedere all’erogazione di tutte le risorse entro la fine del mese», afferma Elena Carnevali, deputata Pd, che è stata relatrice della legge alla Camera e sta girando l'Italia per farla conoscere. «Parlare di fallimento di una legge entrata in vigore da poco meno di un anno e che chiama in causa la responsabilità di Regioni ed Enti locali, non aiuta il cambiamento culturale e la faticosa progettazione che ci permetterebbero di uscire dalla logica basata esclusivamente sulle prestazioni. Tutti gli strumenti attuativi richiesti per rendere operativa la cosiddetta legge sul ‘dopo di noi’ sono stati approvati», ha ricordato. «Il dolore e la fatica dei familiari di persone con disabilità devono essere riconosciuti e devono poter contare sui servizi diurni e su spazi occupazionali e ricreativi». Le Regioni devono ora emettere le loro DGR (la Lombardia ad esempio potrebbe essere pronta a fine maggio): «Continuo ad essere convinta della bontà di questa legge, che ci consente di iniziare un percorso diverso da quello che fino ad oggi abbiamo avuto, che prevedeva come unica risposta – lo dicono i dati – l’istituzionalizzazione. Non avremo la soluzione per tutti in poco tempo, ma abbiamo iniziato a strutturare un modello diverso da quello prestazionistico». L’altro elemento da valorizzare per Carnevali è quello della corresponsabilità con le Regioni, con l’obiettivo di arrivare a definire dei Lea che diano l’esigibilità del diritto: «la scelta era tra non fare nulla perché di fatto non abbiamo le risorse per tutti oppure apprezzare lo sforzo che chiama alla corresponsabilità istituzionale, avviare un cammino che ci porta a una realtà diversa. Piano piano, perché siamo in ritardo di anni. Vero è che il Paese è “infrastrutturato” in modo diverso, con alcune aree territoriali che hanno molte carenze».

«L’attuazione concreta della legge parte in queste settimane, finora c’è stata la fase necessaria per strutturare il tutto. Ora però le regioni hanno avuto una valutazione dei loro piani e alcune hanno già i fondi, il Ministero ha dato indicazioni precise, avevamo chiesto di vigilare per non consentire alle regioni di distaccarsi da obiettivi leggi, devo dire che il ministero ha fatto una valutazione non superficiale dei piani. In linea di massima le Regioni hanno detto che gireranno le risorse ai distretti sociosanitari, dando indicazioni per i bandi: a breve le famiglie e le organizzazioni potranno presentare i progetti. La cosa che a sistema dobbiamo monitorare è che vengano non solo istituite le unità di valutazione multidimensionali previste ma che esse siano formate: la vera criticità è questa, chi farà il progetto di vita. Sappiamo che in Italia spesso è questo il punto di caduta.

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